Il predominio di Google tra i motori di ricerca è dato dalla sua capacità di fornire all’utente risposte molto coerenti con quello che sta ricercando. Per fare questo, Google deve essere in grado di classificare i siti meglio degli altri motori di ricerca, in modo che i siti che appaiono per primi nei suoi risultati siano quelli più pertinenti con l’argomento oggetto della ricerca. 

Per classificare i siti web, Google considera più di 200 parametri, che possono essere divisi in due grandi categorie: 

  1. fattori interni al sito (on-page)
  2. fattori esterni al sito (off-page)

I primi si riferiscono a tutti i parametri che riguardano la pagina che viene visitata, tra cui il contenuto e l’utilizzo di parole chiave (che analizzerò in un prossimo post). I secondi si riferiscono ai fattori che influenzano dall’esterno la pagina web.

Si ritiene che i fattori interni influiscano per circa il 30% sul posizionamento di un sito nella classifica di Google, mentre i fattori esterni siano responsabili per il 70%. 

Tra i fattori esterni che influenzano il posizionamento di un sito su Google, il più importante è quello relativo alla popolarità del sito su Internet, misurata dal numero e dalla qualità dei link che il sito riceve dagli altri siti. Questo criterio, conosciuto con il nome di link popularity, è oggi il principale strumento utilizzato da Google per classificare i siti web. 

 

Un po’ di storia

Prima dell’avvento di Google, i motori di ricerca esistenti – come Altavista e Lycos – nel classificare un sito web per una particolare keyword (parola chiave), si basavano soprattutto sul numero di volte che questa parola chiave era presente nella pagina (keyword density): più la parola chiave era usata nella pagina, maggiori erano le probabilità che questa pagina si posizionasse tra i primi risultati dei motori di ricerca (per quella keyword). 

Questo sistema aveva funzionato abbastanza bene, fino a quando i webmaster non avevano compreso che, per salire ai primi posti nei risultati di ricerca, bastava riempire di parole chiave le loro pagine. In questo modo, i risultati venivano falsati e, quindi, le pagine posizionate ai primi posti nei risultati di ricerca avevano spesso poca pertinenza con quello che si cercava.

Alla fine del 1998, i fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, introdussero una nuova modalità di classificazione delle pagine che riusciva a superare i limiti dei motori di ricerca tradizionali, garantendo un’accuratezza nei risultati di ricerca nettamente migliore.

I fondatori di Google presero ispirazione da quello che accade nel mondo accademico, dove generalmente si ritiene che i testi più importanti siano quelli che ricevono un numero significativo di citazioni. Secondo Brin e Page, lo stesso ragionamento poteva essere seguito sul web: i contenuti migliori tendono ad attrarre un numero significativo di citazioni (link). 

Ogni link ricevuto costituisce un attestato di fiducia, un riconoscimento della propria competenza. E’ come se delle persone stessero raccomandando un sito o un articolo, allo stesso modo con cui si potrebbe raccomandare un buon idraulico o un buon professionista perché si ha fiducia in lui.  

Sono queste raccomandazioni, questi attestati di fiducia che permettono al motore di ricerca di capire che quel contenuto è prezioso, che è importante e autorevole. Più raccomandazioni (link) si hanno, più si è degni di fiducia, più si è autorevoli. 

 

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Secondo Brin e Page, le migliori pagine sono quelle che ricevono più link, perché i link ricevuti attestano l’autorità del sito. Queste pagine devono stare nelle posizioni più elevate dei risultati di ricerca: più link si ricevono, più alto deve essere il posizionamento nella classifica dei risultati di ricerca. 

Però, oltre alla quantità dei link ricevuti, Brin e Page consideravano anche la qualità dei link ricevuti. Infatti, non tutti i link hanno lo stesso valore. Alcuni hanno più valore di altri. 

Ad esempio, un link che proviene da una prestigiosa università ha più valore di quello che proviene da un anonimo sito, perché l’università ha più autorità, gode di maggior fiducia e prestigio. Di conseguenza, il link dell’università deve contare di più di quello fornito dal sito anonimo. Ma come può un motore di ricerca valutare il prestigio e l’importanza di un sito? Ne parlerò un pò più avanti, quando tratterò della qualità dei link.

Quindi: un sito avrà un posizionamento sui motori di ricerca in relazione al numero di link ricevuti (backlink o inbound link) e all’importanza dei siti che inviano i link. 

Questi due criteri erano incorporati nel PageRank, o indice di popolarità, che costituisce la più grande innovazione di Google. Il PageRank (PR) è rappresentato da un valore numerico che viene attribuito alle pagine di un sito web per valutarne la rilevanza. Questo valore, che esprime il numero (quantità) e l’autorevolezza (qualità) dei link ricevuti,  può andare da un minimo di 0 (come avviene nel caso di siti appena pubblicati e, quindi, poco o per nulla popolari) ad un massimo di 10 (tipico di siti popolarissimi). 

Il PageRank di qualsiasi pagina web è un dato pubblico che può essere conosciuto attraverso diversi tools, come ad esempio PR Checker, o scaricando la Google Toolbar (solo per Windows). In questo secondo caso, una volta installata la barra, è possibile visualizzare il PageRank della pagina web nella quale si sta navigando (figura seguente). La toolbar visualizzerà il valore della pagina mostrando una piccola barra, di colore completamente bianco (PageRank = 0) o verde (PageRank = 10). 

Page_rank

Per avere un buon piazzamento su Google è necessario avere un buon PageRank. 

Con la nascita di Google, la rilevanza di una pagina non dipendeva più solo dal suo contenuto – e quindi dal numero di volte che una keyword era presente nella pagina – ma anche dal numero e dalla qualità dei link ottenuti.

Questa intuizione – usare i link per misurare l’importanza di un sito – è alla base del successo di Google. 

 

Link popularity 

Vediamo adesso più in dettaglio come Google misura la popolarità di un sito o, meglio, come i maggiori esperti ritengono che Google misuri la popolarità, dato che Google non ha mai fornito spiegazioni sul metodo di calcolo.  

Abbiamo visto che il primo elemento che Google prende in considerazione è costituito dal numero dei backlink, cioè dei link che si ricevono da altri siti. Insieme a questo fattore, Google considera la qualità di questi link, valutando diversi fattori tra cui:  

 

Il PageRank del sito che indirizza il link 

I link che provengono da un sito che ha un PageRank = 1 hanno minore importanza di quelli che provengono da un sito con PageRank = 6. E’ come se un sito trasferisca il valore della sua autorità, espresso dal PageRank, alle pagine web a cui collega i suoi link. 

Google attribuisce il valore più elevato a quelle pagine che hanno più link provenienti da siti con PageRank elevato. 

Naturalmente, se la pagina che riceve i link ha già un PageRank – ad esempio, PR = 3 – avranno valore solo i link che provengono da siti con Pagerank uguale o superiore. 

 

L’attinenza del contenuto tra chi indirizza il link e chi lo riceve

Immaginiamo che due siti (A e B), con identico PageRank, abbiano un link indirizzato ad un altro sito (C). Il sito A tratta gli stessi argomenti del sito C; il sito B, invece, tratta vari argomenti, poco correlati a quelli di C. 

In questo caso, per Google il valore del link di A è superiore a quello di B. 

Se, ad esempio, il mio sito tratta di pittura moderna, i link che provengono da un museo o da una rivista d’arte sono considerati più importanti di quelli che potrebbero provenire da un sito di generiche news. 

 

Numero di link in uscita 

Se un sito, che ha un link ad una tua pagina, non ha altri link in uscita, trasferisce tutto il valore del suo PageRank alla tua pagina. Se, invece, il sito ha vari link in uscita, allora il valore che trasferisce è diviso tra tutti i suoi link.

Più link partono dal sito, minore sarà il valore del link alla tua pagina. 

Immaginiamo che il sito A e il sito B trasferiscano lo stesso valore (5), ma che il sito A abbia solo un link in uscita, mentre il sito B abbia cinque link in uscita. Il link del sito A avrà un valore di 5, mentre un link del sito B avrà un valore di 1. 

(Naturalmente, quest’esempio è molto semplificato e serve solo a chiarire il concetto). 

 

Anchor text 

Con il termine “anchor text” ci si riferisce alle parole contenute in un link. 

Ad esempio, in questo post ho utilizzato in precedenza due link, Pr Checker e Google Toolbar, contenenti come anchor text le frasi “PR Checker” e “Goolge Toolbar”. Cliccando su questi due link si viene inviati alla pagina dove sono presenti questi due strumenti. 

L’anchor text è importante perché aiuta il motore di ricerca a contestualizzare il link.

Consideriamo due differenti link indirizzati allo stesso sito, quello di Mario Rossi. Il primo sito usa come anchor text “Mario Rossi”; il secondo, invece, utilizza le parole “Mario Rossi esperto di finanza aziendale”. Entrambi indicano chiaramente che la pagina si può posizionare per la parola chiave “Mario Rossi”; ma solo il link proveniente dal secondo sito fornisce un appoggio al fatto che Mario Rossi è un esperto di “finanza aziendale” e, quindi, aiuterà a posizionare la pagina anche su questa parola chiave. 

Nei due esempi di anchor text utilizzati in questo post, i due link offrono un appoggio generico, dato che si riferiscono al nome dei due strumenti: PR Checker e Google Toolbar. Diverso sarebbe stato il “valore” se i link avessero contenuto un anchor text più specifico, come ad esempio “strumento di verifica del PageRank”: in questo caso, il mio link avrebbe aiutato le due pagine a posizionarsi anche per la parola chiave “PageRank”. (Naturalmente, sto prescindendo dal valore del mio PageRank, che è infinitesimale rispetto a quelli di PR Checker e Goolge Toolbar e, quindi, nella realtà non può apportare alcun valore alle due pagine).  

Google quindi dà molto valore hai link con una specifica keyword nell’anchor text.

Fino ad un certo punto, però: troppi link in entrata con la stessa anchor text vengono giudicati come spam, perchè ritenuti innaturali, e quindi li può penalizzare non prendendoli in considerazione. 

 

Tipo di link

Un link “unidirezionale” ha più valore di uno “ricambiato”. 

Il link unidirezionale si ha quando un sito indirizza un link ad un altro sito; un link “ricambiato” si ha quando i due siti si scambiano un link, cioè quando A indirizza un link a B e B indirizza un link ad A. Quest’ultimo tipo di link ha sempre del valore, ma minore rispetto ai link “unidirezionali”. 

 

Conclusioni 

PageRank e link popularity sono degli argomenti molto complessi che qui ho cercato di semplificare per renderli facilmente comprensibili (spero). Nella realtà, secondo molti esperti, entrano in gioco molte altre variabili, anche se quelle che ho sintetizzato qui sono quelle che in genere si ritengono più importanti. 

Riassumendo:  

  • i link in entrata costituiscono il fattore più importante preso in considerazione da Google per valutare la rilevanza delle pagine di un sito web e, quindi, la loro classifica; 
  • la rilevanza di un pagina dipende dal numero e dalla qualità dei link ricevuti;
  • la qualità di un link dipende da diversi fattori, tra cui: il PageRank del sito che indirizza il link; l’attinenza del contenuto esistente tra la pagina che indirizza il link e la pagina che lo riceve; il numero di link in uscita da uno stesso sito; l’anchor text; il tipo di link utilizzati.

Nel prossimo post vedremo come si può cercare di aumentare il numero e la qualità dei link in entrata, attività che viene chiamata link building

 

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