I motori di ricerca, per decidere dove posizionare – per una specifica parola chiave – una pagina web nelle pagine dei risultati, si basano, come abbiamo visto in un precedente post, sull’autorità e la pertinenza di questa pagina.

Sappiamo già come i motori individuano l’autorità. Vediamo adesso come arrivano a valutare la pertinenza di una pagina web.

 

Le parole chiave (keyword)

I motori di ricerca, quando esaminano una pagina web per valutarne la “pertinenza”, cercano di capire qual è l’argomento della pagina. Però, i motori di ricerca non sono esseri umani, non possono fare come facciamo noi, che cerchiamo di interpretare il significato logico delle frasi e di individuarne il contesto.

Devono affidarsi a qualche “scorciatoia”, a qualcosa che la loro tecnologia può compiere, pur con tutti i limiti: cercano pertanto di individuare le principali parole chiave che si trovano all’interno di un documento.

Con l’analisi delle parole chiave, cercano quindi di comprendere qual è l’argomento della pagina e quanto è pertinente. Per raggiungere questi obiettivi, si basano sulla posizione delle parole chiave all’interno della pagina web: leggono il codice HTML della pagina e si soffermano su specifici tag, a cui attribuiscono un particolare “valore” nel comprendere la pertinenza della pagina. 

Vediamo quindi quali sono questi tag.  

Per farlo, partiamo dalla divisione della pagina web nelle due sezioni, la sezione “Head” e la sezione “Body”, di cui ho parlato nel precedente post, Cosa vedono i motori di ricerca: il codice HTML

 

La sezione “Head” nel codice HTML

Questa sezione, delimitata dai tag <head> e </head>, si trova all’inizio della pagina web e si compone di diversi tag. Quelli presi in considerazione dai motori per cercare le parole chiave sono il “title tag” e i “meta tag”. 

 

Il title tag 

Ogni pagina web deve avere un titolo che sintetizzi il contenuto della pagina.

Nel codice html, il titolo deve essere scritto tra i tag <title> e </title>, come si può vedere nell’esempio seguente: 

 

Title tag
Questo tag – chiamato “title tag” – viene visualizzato dai browser in due modi (figura seguente): 

  1. nella barra in alto della finestra del browser (A) (escluso il browser Chrome); 
  2. nell’intitolazione delle finestre aperte (B) (compreso Chrome)

 

Title tag (2)

Inoltre, i motori di ricerca lo utilizzano per mostrarlo, sotto forma di link, come intitolazione dei risultati mostrati nella SERP (pagina dei risultati del motore di ricerca), come si può osservare nella figura seguente: 

 

Title tag link

Per i motori di ricerca, il tltle tag ha un ulteriore valore: infatti, dovendo descrivere sinteticamente il contenuto della pagina, i motori lo prendono in considerazione per individuare qual è l’argomento della pagina. Per questo motivo, ricercano ed estrapolano, tra le parole contenute nel titolo, le parole chiave. 

I tre modi di visualizzazione appena descritti, insieme a questo valore “descrittivo”, determinano l’estrema importanza del title tag che, infatti, costituisce uno dei più importanti elementi presi in considerazione dai motori di ricerca per valutare la “pertinenza” di una pagina web.

Google, in particolare, nel valutare il title tag e le parole chiave in esso contenute, tiene conto dei seguenti elementi

 

1. Corrispondenza del titolo con il contenuto della pagina  

Il titolo deve descrivere sinteticamente il contenuto della pagina. Se il titolo non ha nessun legame con il contenuto della pagina o non riprende alcune parole utilizzate nel testo, Google può penalizzarlo, non prendendolo in considerazione.

 

2. Unicità 

Non deve esistere più di una pagina con il titolo scelto, altrimenti Google fa fatica a capire come quella pagina si distingue dalle altre e può pensare che il contenuto sia stato duplicato. 

 

3. Posizione delle parole chiave 

Google attribuisce più valore alla parole poste all’inizio del title tag. Del resto, alcuni studi dimostrano che gli utenti cliccano maggiormente sui link che hanno le parole chiave – le parole che l’utente ha digitato nel box di ricerca – all’inizio del titolo. 

Consideriamo questo titolo: 

“Come migliorare il posizionamento su Google: la search engine optimization”. 

Se le nostre parole chiave sono “search engine optimization”, sarebbe meglio scrivere il titolo in questo modo: 

“Search engine optimization: come migliorare il posizionamento su Google”. 

Se invece vogliamo inserire il nome dell’azienda nel title tag – caso molto probabile se si tratta di una società molto nota, che può rassicurare il lettore – dobbiamo valutare dove inserirlo.

Se riteniamo che il nome dell’azienda sia più importante delle parole chiave, lo inseriremo all’inizio del titolo, come ha fatto Search Engine Land nella figura seguente:

 

Sel-guids
Se, al contrario, riteniamo che il nome dell’azienda sia importante, ma meno delle parole chiave, lo si deve inserire alla fine del titolo, come ha fatto il New York Times

 


Nytimes

 

4. Numero delle parole chiave

Non bisogna eccedere con il numero delle parole chiave inserite nel title tag. Altrimenti, può accadere che Google non lo prenda in considerazione. Ad esempio, osserviamo il title tag utilizzato da MSNBC per la sua home page:

<title>Breaking News, Weather, Business, Health, Entertainment, Sports, Politics, Travel, Science, Technology, Local, US & World News-MSNBC.com</title> 

Ecco cosa Google visualizza: 

 

Msnbc
 

Google, cioè, non ha preso in considerazione il title tag indicato da MSNBC, perché era composto da troppe keyword. 

Quindi, meglio non utilizzare nel title tag più di 2 o tre parole chiave. 

 

5. Limite dei caratteri 

Il title tag mostrato da Google nella SERP non supera i 65 caratteri. Quindi, è meglio non superare questo limite, dato che Google, se supera questo numero, lo taglierà e non darà alcun valore alle parole eccedenti. 

 

I meta tag 

I meta tag sono dei particolari tag che: 

  1. non sono visualizzati nella pagina web; 
  2. forniscono delle informazioni importanti sulla pagina web ai motori di ricerca.

Esistono vari meta tag ma, ai fini del posizionamento nella SERP, ai motori di ricerca interessano soprattutto due meta tag: il description tag e il keywords tag.

 

Il description tag (tag di descrizione)

Nel description tag bisogna inserire un sintetico e leggibile riepilogo del contenuto della pagina. Il meta tag appare in questo modo:

<meta name=”description” content=”qui si deve scrivere una breve descrizione del contenuto della pagina“/>.

In passato, questo meta tag aveva una grande importanza per la classifica dei motori di ricerca, dato che i motori lo esaminavano con l’intento di scoprire le parole chiave. Questo è stato valido fino a quando i webmaster non hanno iniziato a riempirlo con keyword che non avevano alcuna attinenza con l’argomento della pagina web, nel tentativo di ingannare i motori di ricerca. 

Da allora, i motori di ricerca hanno considerato questi meta tag meno importanti per la ricerca delle parole chiave. Oggi si ritiene che il peso di questo meta tag influenzi molto poco i motori di ricerca

In ogni caso, è sempre meglio scrivere bene i description tag e inserire le parole chiave. Sia perché, anche se piccolo, questo meta tag conserva comunque un valore per i motori di ricerca; sia perché viene spesso mostrato nei risultati della SERP, dopo il title tag (figura seguente). 

 

Meta-diagram

Ritorniamo, a questo proposito, alla pagina di Moz Blog mostrata in precedenza. Il description tag presente nel codice HTML di questa pagina è il seguente: 

 


Description tag

 

Nei risultati di ricerca di Google, appare questa descrizione della pagina (chiamata anche snippet) (figura seguente):

 


Description tag nella SERP

Vengono cioè ripetute le prime parole riportate nel description tag (esattamente 152 caratteri, considerando la data e gli spazi vuoti). Si può anche notare che le parole chiave – quelle che sono utilizzate nel box di ricerca – appaiono in grassetto nello snippet, rendendo elevata la loro visibilità e, in questo modo, spingendo ulteriormente l’utente a cliccare sul link del title tag [tenete anche conto che alcuni esperti ritengono che una buona quantità di clickthrough possa avere una buona influenza sulla posizione nella SERP]. 

Quindi, si capisce molto bene perché, in ogni caso, è importante scrivere bene i description tag: apparendo nello snippet, possono migliorare notevolmente il clickthrough rate

Dobbiamo però precisare che i motori di ricerca non sempre utilizzano questo meta tag per creare lo snippet. 

Non lo utilizzano, ad esempio, se ritengono che non dia una descrizione accurata dei contenuti della pagina; o, a volte, se non contiene le parole chiave; oppure, se lo stesso description tag viene utilizzato in varie pagine web dello stesso sito.

In questi casi, i motori di ricerca, invece di questo meta tag, decidono spesso di mostrare una piccola porzione del testo della pagina, di solito rappresentata dalle prime parole.

Per scrivere un valido description tag, che abbia buone possibilità di essere mostrato nello snippet e di influire (forse) sugli algoritmi di classificazione dei motori di ricerca, occorre:

  • costruire un breve testo, che sia fluido, scorrevole, che rinforzi e sostenga il title tag, che sia privo di toni “pubblicitari” o “spettacolari”, che descriva veramente il contenuto della pagina, e che sia persuasivo, in modo da attirare l’attenzione del lettore;
  • sintetizzare la descrizione della pagina in modo da non superare i 160 caratteri (inclusi gli spazi), dato che questo è il numero massimo di caratteri visualizzato da Google nello snippet; 
  • inserire le parole chiave nel description tag, meglio se all’inizio della descrizione e senza esagerare con le ripetizioni (effettuarle solo se necessario e se non condizionano la leggibilità del testo).  

 

Il keywords tag (tag delle parole chiave)

L’altro meta tag preso in considerazione dai motori di ricerca è il keywords tag, costituito da un elenco delle parole chiave che compaiono nel contenuto della pagina web. Il meta tag deve essere scritto in questo modo: 

<meta name=”keywords” content=”inserisci keyword 1, keyword 2, keyword n“/>.

Anche questo meta tag ha perso nel tempo la sua importanza, per gli stessi motivi che abbiamo indicato per il description tag: avendo capito l’importanza che rivestiva per le classifiche dei motori di ricerca, i webmaster hanno iniziato a riempirlo di parole chiave non attinenti con il contenuto della pagina.

Di conseguenza, i motori, non potendo più affidarsi a questo meta tag per individuare le parole chiave, hanno incominciato a non tenere conto. Oggi si ritiene che abbia poco valore per alcuni motori (come Yahoo) e nessuno (come forse Google). 

Però, considerato anche che Google non ha una politica molto chiara su questo meta tag, consiglierei di inserirlo sempre e di scriverlo con attenzione, rispettando alcune regole:

  1. le parole chiave scelte devono apparire anche nel contenuto della pagina, nel description tag e (almeno alcune) nel title tag;
  2. le parole chiave inserite per prime nel meta tag sono probabilmente considerate più importanti dai motori di ricerca; 
  3. non si deve eccedere con il numero delle parole chiave: poche (8-10) sono senz’altro meglio di tante; 
  4. si dovrebbe lasciare uno spazio bianco tra le parole contenute in una keyword, e separare le diverse keyword con delle virgole, come in questo esempio: “marketing automation software, marketing automation, marketing software”.  

 

La sezione “Body” nel codice HTML

In questa sezione, che segue la sezione “Head” e che è delimitata dai tag <body> e </body>, viene riportato il testo della pagina web, con i tag specifici che ne consentono la corretta visualizzazione da parte dei browser. 

Vediamo quali sono i tag all’interno dei quali Google cerca le parole chiave. 

 

Gli heading tag (tag di intestazione)

Questi tag si riferiscono ai tipi di intestazione che sono usati nel testo, cioè al titolo principale e ai vari sottotitoli.

L’HTML supporta sei livelli di heading tag, a partire dal più importante (h1) e continuando, in ordine gerarchico decrescente, con l’h2, l’h3, l’h4, l’h5 e l’h6. 

Il tag h1 è il più importante, dato che riassume il contenuto complessivo della pagina. Per questo motivo, è l’unico heading tag che deve essere sempre presente e che non può essere utilizzato più di una volta. 

Se il testo è lungo, lo si rende più leggibile dividendolo con dei sottotitoli (tag h2) che specificano l’argomento dei paragrafi che delimitano. All’interno di questi paragrafi, se necessario, si possono utilizzare dei sottotitoli ulteriori (tag h3).

Di solito, è molto difficile che si vada oltre i primi tre heading tag:  

  1. Titolo: <h1>inserire titolo</h1>
  2. Sotto titolo: <h2>inserire sottotitolo</h2>
  3. Sotto – sottotitolo: <h3>inserire sotto – sottotitolo</h3>. 

Nell’immagine seguente si può osservare come si presentano questi tre heading:

 

Heading

Titolo e sottotitoli aiutano il lettore ed i motori di ricerca a capire qual è l’argomento trattato nel testo della pagina web. 

Per questo motivo, i motori cercano, all’interno degli heading tag, le parole chiave.

Google dà più importanza al tag h1, che ha forse, nella classifica dei risultati, un valore inferiore solo al title tag.

Spesso, il tag h1 ripete il testo del title tag (figura seguente) e questo ne testimonia l’importanza.

 

Title-in-browser
Non è comunque una regola fissa (figura seguente):

 


New York Times
Gli altri heading tag hanno un valore decrescente per Google: pertanto, le parole chiave contenute nel tag h2 hanno un “peso” inferiore a quelle contenute nel tag h1, e superiore a quelle comprese nel tag h3; e così via.

Se è possibile, e se ha senso, oltre che nel tag h1 – condizione tassativa – si dovrebbe cercare di inserire le parole chiave anche negli altri heading utilizzati.

 

Tag di evidenziazione

Google ricerca le parole chiave all’interno delle frasi in grassetto e in corsivo, perché ritiene che queste porzioni di testo abbiano un’importanza maggiore del testo normale. Di conseguenza, se le parole chiave sono evidenziate, Google attribuisce loro un certo “peso”. 

Per questo motivo, senza esagerare – non solo per non abbassare la leggibilità del testo, ma anche perchè Google penalizza gli abusi – è utile utilizzare le nostre parole chiave all’interno dei tag di evidenziazione, <b> o <strong> (per le frasi in grassetto) ed <i> ed <em> (per le frasi in corsivo). 

 

L’image alt tag 

I motori di ricerca leggono solo la componente testuale: di conseguenza, le immagini non vengono viste. Però, è possibile indicare qual è l’argomento delle immagini, se si utilizza un particolare tag, l’image alt tag

<img src=”nome del file dell’immagine” alt=”breve descrizione dell’immagine“/>.

I motori ricercano le parole chiave all’interno di questo tag e danno loro un buon valore. Pertanto – se ha senso, se cioè l’immagine può essere descritta con le nostre parole chiave – è bene inserirle nella descrizione dell’immagine, e anche nel nome del file. 

Naturalmente, non si deve utilizzare la stessa descrizione per immagini diverse: i motori di ricerca ci puniranno.

 

Link interni

I link interni sono quelli che collegano una pagina ad un’altra dello stesso sito web. I motori di ricerca ritengono che quello che è scritto nella parte cliccabile del link descriva l’argomento della pagina d’arrivo. 

Ad esempio, nella figura seguente, è raffigurato il testo di una parte di una pagina web: 

 


Anchor text
Il testo evidenziato in azzurro rappresenta un link. I motori di ricerca pensano che quello che è scritto nel link – in questo caso, “inbound marketing methodolgy” – rappresenti l’argomento della pagina collegata al link. 

Dato che il link può fornire un aiuto per comprendere l’argomento di una pagina web, per i motori di ricerca questo link ha una grande importanza. 

Per questo motivo, è bene inserire dei link interni nel proprio sito, scrivendo nell’anchor text – la parte cliccabile del link – le nostre parole chiave (naturalmente collegate al contenuto della pagina di arrivo), come è stato fatto nell’esempio appena riportato.  

Nel codice HTML, un link viene espresso in questo modo: 

<a href=”indirizzo Url della pagina di arrivo“>anchor text</a>. 

Nell’anchor text, come detto, si dovrebbe fornire una brevissima descrizione della pagina d’arrivo, con le nostre parole chiave (solo se sono pertinenti). 

 

Densità delle parole chiave

[In questo caso, non ci riferiamo a nessun specifico tag]

In passato, il fattore più importante che influiva sulle classifiche dei motori di ricerca era rappresentato dalla presenza delle parole chiave all’interno del testo. Ma, come abbiamo già visto per altri fattori, i webmaster hanno iniziato ad eccedere, ripetendo troppo frequentemente le stesse parole chiave e rendendo i testi spesso poco leggibili: il loro ragionamento si basava sul fatto che, se i motori davano importanza alla presenza delle parole chiave all’interno del testo, più alto era il numero delle loro ripetizioni, più alta sarebbe stata la posizione delle loro pagine nella SERP. 

Naturalmente, i motori di ricerca hanno subito punito questi abusi, incominciando a dare poca importanza a questo fattore. Oggi alcuni esperti ritengono che i motori di ricerca diano ancora un piccolo peso alla presenza delle parole chiave nel testo, se non se ne abusa: al massimo, bisogna cercare di non superare orientativamente il limite del 4%, cioè ripetere le parole chiave al massimo 4 volte ogni 100 parole.

Si consiglia anche di variare le parole chiave, usando singolari e plurali, acronimi (“SEO” invece di “search engine optimization”), sinonimi, ecc.

Un esempio di come si può variare l’utilizzo delle parole chiave – per cercare di migliorare la classifica nella SERP e, contemporaneamente, anche la leggibilità del testo – si può vedere nelle 4 seguenti figure. Digitando “Myrtle Beach attractions” e cliccando su uno dei risultati che appaiono, si può notare che:

  • questa frase chiave – “Myrtle Beach attractions” – è presente due volte nel testo della pagina web (titolo e primo paragrafo, figura 1); 
  • le prime due parole della frase (Myrtle Beach) sono presenti  varie volte nel testo (figura 2); 
  • anche la terza parola della frase chiave (attractions) si trova da sola nel testo (figura 3); 
  • è presente anche un sinonimo della terza parola chiave, “attractions”, e cioè “activities” (figura 4):

 

Myrtle Beach (1)

Figura 1 – Evidenziazione della frase chiave

 

Myrtle Beach (2)

Figura 2 – Evidenziazione di 2 delle 3 parole che compongono la frase chiave

 

Mirtle Beach (3)

Figura 3 – Evidenziazione della terza parola che compone la frase chiave

 

Myrtle Beach (4)

Figura 4 – Evidenziazione di un sinonimo della parola chiave “attractions”

Gli esperti ritengono che i motori di ricerca diano più importanza alla presenza delle parole chiave all’inizio del testo, ritenendo che essi considerino normale che le principali parole chiave vengano sempre inserite all’inizio di un documento. 

L’inserimento delle parole chiave e la loro ripetizione non deve naturalmente pregiudicare la leggibilità del testo. 

 

Conclusioni 

Per valutare la pertinenza di una pagina web con le parole chiave digitate nel box di ricerca, i motori cercano queste parole all’interno del codice HTML della pagina.

A seconda di dove sono posizionate queste parole chiave, i motori di ricerca danno un peso maggiore o minore. 

Google, in particolare, attribuisce un valore maggiore alle parole chiave posizionate in questi tag:

  • title tag
  • heading tag
  • image alt tag
  • anchor text dei link interni
  • tag di evidenziazione. 

 Google dà invece poco o nessun valore (gli esperti sono divisi) a:

  • description tag
  • keywords tag
  • densità delle parole chiave all’interno del testo

Di conseguenza, se ci si vuole posizionare nella SERP per alcune particolari parole chiave, occorre inserirle negli elementi e nei tag appena citati, seguendo le regole riportate in questo articolo. Consiglio di inserire le parole chiave anche nelle tre posizioni su cui c’è contrasto tra gli esperti, tenendo conto del fatto che l’algoritmo di classificazione varia continuamente e, quindi, niente esclude che Google possa rivedere in futuro le sue posizioni (come ha iniziato a fare con il keywords tag). 

Quando si svolge questa attività – ottimizzazione delle parole chiave per soddisfare le richieste dei motori di ricerca, con l’obiettivo di migliorare la posizione del sito nella SERP – significa che stiamo lavorando sulla “on-page SEO”, cioè sulla search engine optimization, nella parte relativa alle caratteristiche delle pagine del sito. 

L’altra componente della seo è quello off-line, cioè attività svolte all’esterno del sito (specificamente la link building). 

Per cercare di essere nelle prime posizioni della SERP, bisogna sviluppare sia la “on-page seo” – che lavora sul fattore “pertinenza” della pagina web – che la “off-page seo”, che lavora invece sull'”autorità” della pagina.  

 

 

Website Comments

  1. Bruno Pelei
    Rispondi

    Complimenti per l’articolo !

    Chiaro ed esaustivo … inoltre, mentre scrivevi, hai applicato le regole che spiegavi 🙂

    Rivedrò il mio sito correggendolo qua e là con le tue preziose informazioni.

    grazie

    Bruno

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